Etna Nieve y la Nieve Zapatos

Tra le meraviglie dell’Etna non possiamo non annoverare le sue Grotte: la Grotta del Diavolo a quota 2400 m, la Grotta del Lago a 2200 m, La Grotta di Aci e la Grotta del Gelo a 2000 m, la Grotta dei Lamponi a 1700 m.

Ma tra queste la più affascinante è la Grotta del Gelo, così chiamata per la presenza di ghiaccio perenne al suo interno. Per la sua localizzazione (Latitudine 37° 48’ 20″ Nord; Longitudine 14° 59’ 05″ Est – altitudine 2030 m. slm. – Sciara del Follone – versante Nord-Occidentale dell’Etna), rappresenta il ghiacciaio più meridionale d’Europa.

La Grotta del Gelo è una galleria di scorrimento, originata dal raffreddamento di colate laviche succedutesi per un decennio (1614-1624). Questo tipo di grotte si formano per il raffreddamento della superficie e delle pareti della colata che, a contatto con l’atmosfera, si raffreddano più velocemente della parte interna della colata lavica. Viene a crearsi così una sorta di “crosta” di lava solidificata (lave dei dammusi = termine di origine araba (soffitto, copertura)), all’interno della quale scorre il flusso lavico ancora incandescente. Quando l’alimentazione della colata diminuisce, il livello del “fiume” di lava all’interno si abbassa sempre più, lasciando una struttura cava detta “galleria di scorrimento” . Non sempre queste strutture sono di facile individuazione, in quanto solo crolli della volta possono rivelarne la presenza.

In estate la Grotta del Gelo è facilmente accessibile, nonostante le 5 ore di cammino necessarie per raggiungerla. In inverno il suo ingresso è spesso nascosto dalla neve, che lo copre totalmente. Anche nei periodi estivi la temperatura, al suo interno, non sale mai sopra i-6 °C.

Accedendo dentro la Grotta, si presenta uno spettacolo unico. La temperatura si abbassa repentinamente, con un effetto maggiormente percepibile specialmente nella stagione estiva, ed il buio vi avvolge. Solo la luce di una torcia potrà farvi ammirare il susseguirsi di stalattiti e stalagmiti. Il pavimento, di ghiaccio, scricchiola inizialmente sotto i piedi, sino a raggiungere lo spessore di sicurezza. Un strettissimo sentiero consente di percorrere lateralmente la grotta, che ha uno sviluppo abbastanza pianeggiante, sino a giungere all’estremità della grotta fondo dove inaspettatamente troviamo un piccolissimo, rustico altare che accoglie i doni votivi di chi, per grazia ricevuta, ha voluto percorrere tanta strada per deporre qui il proprio piccolo segno di ringraziamento.